Moregnano è una suggestiva frazione del Comune di Petritoli, a meno di un paio di chilometri dal centro. Le sue origini sono molto antiche: i primi insediamenti risalgono all’epoca dei Piceni. Alcuni reperti archeologici indicano che la collina sopra Moregnano ospitava uno dei piccoli villaggi piceni, con una necropoli dove poi fu fondato il castello.
Successivamente, Moregnano passò sotto il controllo di patrizi romani. Si pensa che il nome derivi da un patrizio romano chiamato Muraena, e che “Murenianum” fosse il nome del territorio che gli apparteneva.
L’evoluzione del territorio continua durante il periodo farfense, intorno all’ VIII secolo, contestualmente con la costruzione della famosissima Pieve di Santa Maria Matris Domini nella confinante Ponzano.
La prima citazione storica riguardante il castello è dell’XI secolo, periodo in cui la fonte scritta attribuisce al vescovo di Fermo, Ugone, vari castelli, tra cui -per l’appunto- quello di “Morangianum”, sotto il controllo della città di Fermo.
Durante il Medioevo, Moregnano divenne un castello fortificato situato su una collina, strategica per il controllo del territorio. Per un breve periodo, dal 14 giugno 1214 al 1238, il castello fu sotto il dominio del Comune di Fermo, come parte del Trattato di Polverigi. In quel periodo, il castello aveva poche case e nessuna chiesa, poiché la pieve era ancora a fondovalle, vicino all’attuale Fonte Vecchia.
Nel corso della sua storia, il castello di Moregnano subì pochi attacchi, ma nel 1415 fu preso per due anni dai Malatesta, durante un’invasione del Piceno. Moregnano rimase un comune indipendente fino al 1869, quando divenne frazione di Petritoli.
Moregnano è libero comune fino al 1869 quando, privato della municipalità, diventa frazione di Petritoli.
Nonostante Moregnano fosse uno dei castelli più antichi del fermano, oggi conserva poco della sua struttura originale, poiché nel Settecento fu profondamente trasformato da nuovi edifici. Tuttavia, il circuito delle mura è ancora visibile, anche se adattato a case. Le mura presentano torri con feritoie e sotterranei che collegano diverse parti del borgo. L’impianto urbanistico del castello progettato a scopo difensivo è ancora leggibile: il borgo si sviluppa su una collina con un piano a forma di “castello poligonale”, con tre strade che convergono verso la piazza centrale. Oggi, si può ancora salire una ripida rampa per accedere al castello, che in passato aveva una porta e un’antiporta.
Nel cuore del borgo si erge la Chiesa dei Santi Vittore e Corona, questa Chiesa venne costruita intorno alla metà del XVIII secolo con uno stile architettonico neoclassico e una facciata in cotto. Internamente, la chiesa ha un’unica navata con una volte a botte lunettata. Sull’altare maggiore un dipinto della metà del XVIII secolo raffigura i santi Antonio e Francesco di Paola, di ignoto artista marchigiano.
